Mondo Elettrico

385 mila bus elettrici nel mondo

La notizia è interessante e la fonte autorevole. In un recente studio New Energy Finance report del Marzo 2018, Bloomberg ha rilevato la presenza di 385 mila bus elettrici nel mondo alla fine del 2017, il 99% in Cina., arrivando a costituire ben il 13% delle flotte dei trasporti locali. Il mercato degli autobus elettrici sta aumentando la richiesta in modo veloce considerando le sempre più stringenti leggi che impongono la definitiva uscita dalla mobilità inquinante legata ai carburanti fossili per indirizzarsi verso mezzi a emissioni locali zero all’interno delle città.
“The global bus fleet is still predominantly powered by diesel and CNG, and, with the exception of China, the share of electric buses in the total fleet is minimal. In 2017 there were around 385,000 electric buses on the roads globally, with 99% of the total located in China.”…
“Around 13% of the total global municipal bus fleet was electric in 2017. The global e-bus market is changing quickly as cities make increasingly ambitious fleet electrification commitments. In October 2017, 13 cities signed the C40 Fossil-Fuel-Free Streets Declaration, pledging to procure only zero-emission buses from 2025 onwards.”
Se il 99% dei bus elettrici è in Cina dei 385 mila bus elettrici nel mondo, ciò non significa che la vecchia Europa abbia numeri insignificanti come dimostra la seguente immagine sempre tratta dallo stesso report Bloomberg. Sono infatti  2.100 gli autobus elettrici e ibridi  alla fine del 2017 con la Gran Bretagna in testa alla classifica, mentre l’Italia non è la peggiore pur avendo numeri piccoli ma comunque in rapida crescita. (Un milione di “chilometri elettrici” per Eindhoven,  Milano, La più grande acquisizione di autobus elettrici in Europa è in Norvegia, Piemonte  Vercelli. Bergamo e Padova, ancora Milano ). 
La richiesta di bus elettrici sta crescendo in modo significativo di anno in anno.

Sarebbe opportuno inquadrare con più attenzione la questione del trasporto pubblico locale aggiornando gli stereotipi del passato con l’avanzare delle tecnologie accordandole con quelle che sono le finanze municipali e statali. Consideriamo con più attenzione se sia meglio investire nelle tranvie che costano 30 milioni a chilometro (busvia di Firenze), anni per la progettazione e la costruzione, lo stravolgimento di strade e ambienti civili e architettonici. Cose meno accettabili di una volta oggi. Con i bus elettrici la transizione dai bus diesel inquinanti e rumorosi sarebbe immediata e meno dolorosa anche per il portafoglio dei cittadini contribuenti. 
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